In campo con Lotti del 12 giugno

Finalmente ci siamo. Parte l’avventura Mondiale con una delle Italie, come diciamo dalle nostre parti, più “uccie” di sempre. Non abbiamo più i superbomber di un tempo, né tanto meno i grandi difensori che negli anni sono stati la nostra forza e il nostro vanto. Dovremmo forse rassegnarci?
13 AGO 20
Immagine di In campo con Lotti del 12 giugno
Finalmente ci siamo. Parte l’avventura Mondiale con una delle Italie, come diciamo dalle nostre parti, più “uccie” di sempre. Non abbiamo più i superbomber di un tempo, né tanto meno i grandi difensori che negli anni sono stati la nostra forza e il nostro vanto. Dovremmo forse rassegnarci? Direi proprio di no, visto che questo gruppo ci ha comunque regalato una finale (inaspettata) agli Europei e una Confederations Cup giocata a testa alta contro le altre grandi. Quindi fiducia gente, fiducia perché siamo l’Italia, l’Italia di Prandelli, e in queste competizioni la nostra tradizione calcistica viene sempre fuori. E vada come vada, questi Mondiali resteranno per sempre nella nostra memoria: ve lo assicura uno nato nell’anno del Mundial e calcisticamente figlio delle notti magiche di Italia 90.